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L’avena (Avena sativa L.) è una coltura antichissima, che si ipotizza sia stata seminata per la prima volta oltre 3.000 anni fa. Questa pianta è dotata di innumerevoli punti di forza, sia per la salute che per il pianeta.
L’avena possiede infatti una bassa impronta di carbonio e può potenzialmente sostituire i prodotti alimentari a base animale. L’ ostacolo più rilevante finora nell’applicazione di metodi moderni per la coltivazione di questa pianta è stata la mancanza di risorse genomiche. Un team di ricerca internazionale, tra cui alcuni ricercatori dell’IPK Leibniz Institute, presenta ora un genoma di riferimento di alta qualità di A. sativa e di suoi “parenti” selvatici. Questa risorsa aiuterà a sfruttare le conoscenze di altri genomi di cereali, migliorare la nostra comprensione della biologia di base dell’avena e accelerare la riproduzione assistita dalla sua genomica. Una piccola rivoluzione che renderà possibile il collegamento tra singoli geni e veri e propri tratti agronomici. Attraverso analisi dettagliate delle famiglie di geni implicate nella salute umana e nella nutrizione, il genoma di riferimento esaploide dell’avena rappresenta la base per i progressi nella biologia di questa coltura. Con i riadattamenti cromosomici in una tipica cultivar di avena primaverile, coltivatori e ricercatori avranno accesso ad una risorsa di pari calibro per i genomi del grano e dell’orzo, che possono aiutarli a sormontare le barriere di selezione connesse con la scarsità di informazioni di sequenza genomica. Utilizzare il genoma di riferimento per mappare i geni associati ai tratti agronomici e legati alla nutrizione umana è un approccio valido per adattare con precisione le varietà di avena. L’editing del genoma e la piramide genica potranno ora essere applicati più facilmente a questa coltivazione per sviluppare varietà che soddisfino la crescente domanda globale di prodotti di origine vegetale.
Photo by Claude Laprise on Unsplash