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Quest’anno, all’inizio del secondo ciclo di piantagione del cotone, l’Associazione colombiana delle sementi e delle biotecnologie Acosemillas ha lanciato un allarme sulla “pirateria” dei semi di questa coltura.
“Tra i danni della contraffazione delle sementi c’è la maggiore vulnerabilità delle piante ai parassiti – ha dichiarato Leonardo Ariza, direttore generale di Acosemillas. Poiché dal cotone dipende il reddito di centinaia di famiglie, in particolare quelle che vivono lungo la costa caraibica, sementi di scarsa qualità rappresentano un rischio economico per i produttori. L’uso di semi certificati e garantiti permetterebbe di ridurre i costi per eliminare parassiti, erbe infestanti e malattie fitopatologiche, aumentando così la redditività delle produzioni di cotone”.
Per affermare il cotone colombiano nel mercato nazionale e aprire nuove possibilità di sviluppo alle esportazioni, Acosemillas ha invitato gli agricoltori a utilizzare sementi di buona qualità e ha collaborato con l’Istituto Agricolo Colombiano (ICA) per promuovere l’uso di semi certificati che soddisfino gli standard sanitari.
Negli ultimi 10 anni gli agricoltori si sono impegnati per migliorare la produttività delle proprie piantagioni. Infatti, nonostante il numero complessivo dei coltivatori di cotone sia diminuito (secondo i dati di Conalgodón è passato da 3.856 nel 2010 a 805 alla fine del 2019), la superficie media destinata alla coltivazione è aumentata considerevolmente in termini di ettari per agricoltore (da 13 a 28 ettari).
Fonte: Acosemillas.orgs
Foto: Nancy Yang from Unsplash