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Per nutrire una popolazione mondiale che arriverà a raggiungere 9 miliardi di persone, la produzione alimentare dovrebbe aumentare del 70% nel prossimo trentennio.
Tuttavia i cambiamenti climatici stanno minando la disponibilità di acqua per l’agricoltura tradizionale e anche le regioni solitamente più umide, come il Regno Unito, stanno affrontando le conseguenze della siccità.
Per far fronte a questa situazione, la startup Seawater Solutions, con sede a Glasgow, ha pensato di utilizzare l’acqua degli oceani per produrre alimenti. Questo tipo di colture, chiamate alofite, crescono e vivono in acque con un’alta percentuale di sale. Le alofite, oltre che come alimenti, possono essere utilizzate come materia prima per cosmetici, biocarburanti e mangimi per animali. Le paludi dove crescono queste piante proteggono la costa dalle inondazioni e dall’erosione e assorbono 30 volte più carbonio rispetto alle foreste pluviali.
Nonostante le tecniche di irrigazione vengano studiate ad hoc per ogni coltura, molti agricoltori e persino alcuni studiosi sono restii poiché temono che l’acqua salina possa compromettere irrimediabilmente la qualità del suolo.
Secondo Yanik Nyberg, fondatore della Seawater Solutions: “è necessario cambiare mentalità, le persone devono capire che l’agricoltura ha bisogno di trovare nuove strade per far fronte al cambiamento climatico e che l’utilizzo dell’acqua salata potrebbe essere una soluzione”.
Fonte: euronews.com
Foto: Bayu Syaits from Unsplash