
DATA:
VISUALIZZAZIONI:
361
I ricercatori dell’Università della California hanno individuato un modo per ridurre la quantità di fertilizzanti azotati necessari per la coltivazione dei cereali. Questa interessante scoperta potrebbe consentire agli agricoltori degli Stati Uniti di risparmiare miliardi di dollari l’anno, apportando al contempo benefici all’ambiente.
L’azoto, elemento fondamentale per la crescita delle piante, è impiegato nelle attività agricole per aumentarne la produttività. Tuttavia, la maggior parte dell’azoto spesso viene sprecato e, filtrando nel terreno, contamina le falde acquifere. In questo senso, la ricerca del professor Blumwald potrebbe rappresentare un’alternativa sostenibile sia a livello economico che ambientale: oltre a ridurre l’inquinamento, comporterebbe anche un’ottimizzazione dei costi agricoli. Questa innovazione scientifica si basa sull’azotofissazione, un processo biologico grazie al quale l’azoto atmosferico viene convertito in ammonio NH4+ attraverso l’azione di batteri del suolo. Le piante di cereali come il riso e il grano, a differenza di altre, devono prendere dai fertilizzanti l’azoto inorganico, come ammoniaca e nitrato. Secondo lo studio si potrebbero modificare geneticamente le piante affinché producano una maggiore quantità di queste sostanze chimiche. Attraverso lo screening chimico e la genomica, il team di Blumwald ha identificato i composti delle piante di riso che migliorano l’attività di fissazione, i percorsi che generano le sostanze chimiche e, attraverso l’editing genico, ne hanno stimolato la produzione. L’attività azotofissatrice dei batteri è aumentata, così come la quantità di ammonio nel terreno.
Fonte: Science Daily
Photo by Polina Rytova on Unsplash