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In Turchia, l’1,7% della superficie serricola è destinata alla coltivazione idroponica, dalla quale si ricavano prodotti ortofrutticoli (92%) – soprattutto pomodori e peperoni e di recente anche lattughe e fragole – e piante ornamentali (8%). Sul totale della produzione, l’85% viene esportato. L’area di Antalya, città situata nella Turchia meridionale, è la zona maggiormente vocata a questo tipo di coltivazioni.
La resa e la qualità dei prodotti ricavati dalle colture idroponiche risultano molto elevate, superiori a quelle dei prodotti “in suolo”. Ciò dipende dall’impiego di substrati di coltivazione sterili, che non rendono necessario l’uso di pesticidi prima del trapianto e dal fatto che, solitamente, questi prodotti crescono in serre protette e a clima controllato, aspetti che rendono le piante meno esposte a malattie, parassiti e gelate. Vantaggi si evidenziano anche per quanto riguarda il costo del lavoro, significativamente inferiore poiché non sono richieste operazioni di zappatura del terreno e controllo degli infestanti.
Fonte: sosyal.paraanaliz.com
Foto: Nick Collins from Pexels